Quando vado a Londra parto sempre di sera, con l'ultimo volo delle 22.45. E' il volo più bello che ci sia. Si arriva in centro dopo le 2 della notte e quindi chi si reca in albergo o in ostello non lo può prendere. Per questo motivo è sempre abbastanza vuoto ed è una pacchia. Ci sono file intere di sedili vuoti, così io mi "creo" il mio letto. Mi sdraio sui 3 posti liberi e faccio un viaggio super-rilassante. A volte mi capita di essere svegliata dall'hostess che mi dice di allacciare la cintura perchè si sta atterrando. Se invece sono sveglia, provo sempre una grandissima emozione vedere la città dall'alto, tutta illuminata. Per questo atterro a Luton. Da Stansted non la si sorvola.
E' incredibile il movimento di persone che c'è a Londra di notte. A Milano alle 2.30 puoi al limite trovare qualcuno che tratta il prezzo con qualche viados o il camion della nettezza. A Londra no. Qui sono tutti in giro con valigie e borsoni. C'è sempre moltissima gente che arriva e parte. I bus sono pieni, così anche i cab.
Molti mi hanno chiesto di raccontare del mio viaggio. Ma per me ormai è routine e non avrei molto da dire. La giro abbastanza in lungo e in largo. Non ho molte cose nuove da vedere o visitare.
Inizio la giornata facendo colazione al "Chelsea Kitchen" dove ormai sono di casa e i dipendenti sono diventati miei ottimi amici e mi abbuffo di salsiccie, fagioli, pomodori alla griglia, uova e bacon. Faccio lunghe passeggiate nello Strend, fino al civico 216 dell’omonima strada. Vado a rifornirmi di tè. Infatti qui c'è il mio tempio. Il primo negozio al mondo a vendere tè nel lontano 1706 ed oggi l’unico a vendere l’intera gamma completa dei prodotti Twinings, ovvero quasi 200 miscele. All’interno si trovano anche dipinti e fotografie che ripercorrono la storia di questo celebre marchio che festeggia i suoi primi 300 anni di attività, insieme a esemplari unici di antiche confezioni Twinings e cimeli originali della storia del tè. Poi cazzeggio per Piccadilly e vado a mangiare da Burger King, che sta proprio sotto ai cartelloni pubblicitari illuminati.
Passo dei bellissimi pomeriggi immersa nel verde di Hyde Park a godermi lo spettacolo degli scoiattoli che vengono vicino ai tuoi piedi in cerca delle briciole o delle noccioline che gli porti.
Per questo motivo non scrivo mai niente al mio ritorno.
Ma questa volta è diverso. Per la prima volta ho fatto una crociera sul Tamigi. Da Westminster a Greenwich.
E di questo voglio scrivere.
Il mio viaggio in battello comincia dal Westminster Pier, nel tratto di fiume che anticamente separava la parte ricca di Londra, quella a nord del fiume con i negozi e gli uffici, da quella povera del South Bank. Dirigendoci verso la foce, e subito sulla destra, dietro la Millennium Wheel, compare la maestosa costruzione della County Hall, edificata all'inizio di questo secolo come sede del municipio di Londra, poi trasformata in albergo e oggi in attesa di una nuova sistemazione. Dall'altra parte del fiume ecco invece apparire la bianca sagoma, immersa nel verde, dell'edificio del Ministero della difesa, dietro al quale si trova la Banqueting House, edifico in stile palladiano, unico sopravvissuto all'incendio che distrusse la maggior parte di Withehall nel 1698.
Poco prima che il Tamigi effettui una curva verso destra, si passa sotto l'imponente Hungerford Railway Bridge, il ponte ferroviario che porta al capolinea di Charing Cross. Sopra i marciapiedi della stazione, nel 1991, sono sorti un centro commerciale e un complesso di edifici progettati da Terry Farrell con una forma che ricorda un piroscafo gigante, con i suoi grandi oblo' che danno su Villiers Street. Dopo il ponte, sulla destra, ecco il South Bank Centre, nel 1951 sede del Festival d'Inghilterra di cui rimane oggi solo la Royal Festival Hall. Il palazzo piu' alto e' la sede della compagnia petrolifera Shell.
Superati i Victoria Embankment Gardens ecco, sulla sinistra, il Cleopatra's Needle, antichissmo monumento (piu', vecchio della citta' stessa) in marmo rosa regalato dall'allora vicere' d'Egitto nel 1819. Dietro spunta la sagoma immensa della Shell Mex House, costruita nel 1931 ed oggi sede di varie compagnie petrolifere, affiancata dal Savoy Hotel. Siamo arrivato al Waterloo Bridge,superato il quale appare sulla destra il Somerset House, complesso di edifici in stile classico costruiti nel 1786 al posto del palazzo rinascimentale del conte di Somerset, che una volta arrivavano sin sull'acqua (si possono ancora vedere gli anelli d'ormeggio sulla facciata meridionale ad archi).
Subito dopo ecco il lungofiume del Victoria Embankment, dietro il quale si trova il Temple, edificio costruito per i Templari nel XIII secolo, e gli Inns of Court, il quartiere degli avvocati e dei giornalisti, che sono venuti ad abitare a due passi dalla Royal Courts of Justice, sede nazionale della aule di giustizia, costruita nel 1882 utilizzando 35 milioni di mattoni e pietre di Portland, e dalla celebre Fleet Street, un tempo sede di tutti i principali quotidiani londinesi (quasi tutti pero' hanno traslocato negli anni Ottanta).
Il quartiere termina con il Blackfriars Bridge, il ponte dei "frati neri" celebre da noi perche' qui fu ritrovato il corpo del finanziere Roberto Calvi, per un suicidio ancora con tanti misteri.
Sulla riva destra si puo' vedere il Doggett's Coat and Badge, antico pub che prende il nome da una gara di canottaggio istituita nel 1715 per i barcaioli che traghettavano i passeggeri attraverso il fiume. Dopo il ponte, ma sulla sinistra, ecco spuntare la cupola della cattedrale di St. Paul, il capolavoro barocco di Christopher Wren terminato nel 1708. Wren, per controllare l'avanzamento dei lavori, andava dall'altra parte del fiume, sul Cardinal's Wharf, dove c'e' ancora una targa che ne ricorda la presenza.
La parte piu' orientale del Tamigi, che iniziamo ad affrontare fu per secoli uno dei tratti piu' trafficati ed e' ancora ricco di monumenti e simboli della potenza commerciale di Londra. Superati il Southwark Bridge e il Cannon Street Railway Bridge, ecco apparire, sulla destra, il Southwark e il Bankside. La prima e' stata sempre, in passato, zona di pub, taverne e locali, alternativa alla City, dove il divertimento era invece bandito. Poco prima del London Bridge ecco la Cattedrale di Southwark, con qualche elemento che ricorda il passato medievale e dove si trova il celebre monumento a William Shakespeare.
Prima di arrivare alla Torre di Londra, si vede apparire la HMS Belfast, incrociatore della Royal Navy che dal 1971 e' utilizzato come museo navale galleggiante. Anticipata da un poderoso muro di cinta, ecco la grande fortezza fatta costruire nel 1066 da Guglielmo il Conquistatore per sorvegliare l'ingresso alla citta' dall'estuario del fiume. Al centro del complesso c'e' la White Tower, che quando fu terminata nel 1097 era l'edificio piu' alto di Londra. A fianco c'è la Jewel House, che ospita i Gioielli della Corona, la piu' preziosa collezione di preziosi al mondo, fra cui spicca lo Scettro con la Croce del 1660 in cui e' incastonato il diamante piu' grande del mondo.
La vista dal fiume permette di vedere bene il Traitor's Gate, il cancello sul Tamigi da dove entravano i prigionieri colpevoli di tradimento (da cui il nome) dopo il processo alla Westminster Hall. Si passa attraverso il Tower Bridge, l'unico che ogni tanto si apre per far passare qualche nave piu' alta,con il St. Katherine's Dock sulla sinistra, dal vivace molo, e, di fronte, i magazzini vittoriani sul Butlers Wharf. Qui c'e' anche il Design Museum, primo museo al mondo ad essere stato interamente dedicato al disegno industriale. Il futuro che si insinua in questo viaggio nel passato.
Dopo altri 20 minuti (circa) di navigazione tranquilla si giunge a Greenwich.
La prima cosa che ti appare appena sbarchi è il Cutty Sark,il più famoso tea clipper di tutti i tempi. Il veliero che ha trasportato carichi di tè cinesi e di lane australiane e che ora è all'ancora proprio qui. La sua silhouette elegante e gli alberi slanciati danno il benvenuto al sobborgo reale dove nacquero Enrico VIII e la figlia Elisabetta I che per il suo patrimonio storico e architettonico è stato interamente protetto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.
Un borgo pittoresco e intatto che nei fine settimana accoglie fiere di antiquariato e si anima proprio come un villaggio in festa, con le botteghe georgiane, le vetrine con le tende ricamate e un grande parco verde. Nello splendido parco ridisegnato da Le Nôtre si trovano gli antichi edifici nobiliari della Corona e il palazzo del National Maritime Museum, una delle glorie di Greenwich, che racconta la lunga storia della navigazione britannica. Da qui ogni mezz'ora parte il trenino che attraversa il parco e porta fino alla vetta della collina dove si trova l'attrazione più conosciuta, il Royal Observatory. Se il trenino fosse appena partito, niente paura, anzi meglio. Perché la passeggiata nel parco è incantevole. Comincia tra le due residenze storiche, il museo da una parte e la Queen's House dall'altra, prosegue lungo King William Walk e da qui sale per sentieri alberati verso la collina. Ogni tanto bisogna concedersi una sosta per godersi lo spettacolo dei colori e ammirare il panorama sul Tamigi, alle spalle, con lo sguardo che spazia dalle costruzioni architettoniche del Millennium Dome, fino a Canary Wharf, evoluzione futuristica degli antichi magazzini portuali.
Il Royal Observatory venne progettato da Wren, l'architetto che ricostruì Londra dopo il Grande Fuoco, ma perché diventasse famoso ci volle una linea immaginaria, quella del Meridiano che indica la longitudine zero, che divide il mondo in emisfero orientale e occidentale e,soprattutto, da cui inizia ogni nuovo giorno. Passa nel cortile dell'Osservatorio, dove è tracciata una linea che segnala le direzioni delle più note città del mondo. Ci si può camminare in equilibrio, posare per l'immancabile foto, scavalcarla saltando da Oriente a Occidente o divertirsi a tenere un piede in ognuno dei due emisferi.
Sul Meridiano di Greenwich si regola il calcolo del tempo in tutto il mondo, secondo un'abitudine dei marinai che navigavano sul Tamigi e che, passando davanti all'Osservatorio, tenevano d'occhio la sfera rossa sul tetto: quando ricadeva verso il basso erano le 13. In questo modo sapevano l'ora era esatta e così, dal 1884 l'abitudine divenne regola universale. Convenzione, per l'esattezza, perché in realtà l'ora di Greenwich risulta dalla media di un calcolo piuttosto complicato basato sulle variazioni della velocità rotatoria, dell'orbita ellittica e dell'inclinazione dell'asse terrestre. E' per questa ragione che si parla di GMT, cioè di Greenwich Mean Time, dove "mean" sta appunto per media. Una curiosità? Dal 1978 il segnale orario si è piegato all'ora universale e agli orologi atomici ma Greenwich continua a mantenere il suo acronimo e a conservare con orgoglio il suo ruolo di punto di riferimento per tutto il mondo.
Se non si soffre di claustrofobia, si può attraversare il Tamigi da una sponda all'altra servendosi del tunnel sott'acqua. Costruito nel 1899 è lungo 400 metri.Una descrizione molto lunga, lo so. Non tutti ci sarete a rrivati finquà. Se leggete queste ultime righe...complimenti. Avete veramente dimostrato di voler sapere molte cose sulla mia amata Londra. Ma sono anche sincera, ho scritto questa cosa sopratutto per me. Per ricordarla nel tempo.
Ma una cosa non dimenticherei mai, anche se non l'avessi scritta. Dopo 6 anni ho di nuovo festeggiato un compleanno col mio Teto. Ed anche la sua promozione a Chef in un hotel di Kensington.
Mi manchi sempre tanto.

